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September 20 OttavoEro in bagno a lavarmi la faccia e a tentare di togliere dai capelli i residui della decorazione. Avevo distrutto un’altra chitarra, solo che stavolta, per fortuna, si trattava di uno strumento di cioccolata. <<È stata un’idea balorda>> protestai, a faccia china sul lavandino, in direzione di Maddie che mi stava a guardare ritta in un angolo con un sorriso beffardo stampato sul suo bel faccino. Avevo all’improvviso voglia di piazzarle un cazzotto in mezzo agli occhi. <<Non era un’idea balorda, era molto divertente.>> replicò lei, immodestamente devo dire. Nel frattempo dalla sala arrivava il fracasso degli invitati che facevano festa. <<Non potevamo fare come le persone civili che spengono le candele? No, lei affoga le persone nella crema!>> <<A parte che era panna, e credo che tu lo sappia perché ne hai inghiottita parecchia…>> <<Io? Mi ci hai spinto dentro la faccia!>> <<…se fai come fanno tutti gli altri è una vita banale!>> continuò imperterrita <<In ogni caso, di là stanno ammazzando il tempo nell’attesa che tu scarti i tuoi regali.>> Sembra che si stiano divertendo anche da soli, pensai con una punta di panico da palcoscenico. <<Regali? Al plurale?>> <<No, al vezzeggiativo. E muoviti!>> Ricominciò a spingermi verso la sala. Meglio che ti togli quest’abitudine, commentai tra me e me, anche se sei la sorella di una semidivinità non vuol dire che non ti piazzerò quel famoso cazzotto in mezzo ai tuoi meravigliosi occhietti da fatina. Tornammo nella sala dove nel frattempo era apparso nel centro della stanza un pacco regalo alto e stretto, in carta bianca con un enorme fiocco argentato. Diedi un’occhiata agli invitati. I più aspettavano che scartassi il dono, ma qualcuno nel breve tempo in cui ero stata nel bagno era riuscito a sbronzarsi vergognosamente. Mio padre, ad esempio. Mia madre stava tentando di togliergli dalla mano il bicchiere stracolmo di birra, lui serenamente lo teneva al di fuori della sua portata, senza versarne una sola goccia constatai con ammirazione. E si amano, pensai, molto. Mistero della fede. Qualche cretino doveva aver offerto della birra a Laurie, il mio cane, perché barcollava qua e là per la stanza, malfermo benché fosse a quattro zampe. Che festa da cafoni, mi dissi. D’altra parte è la mia festa. Perciò scolai un boccale di birra (apparso dal nulla, a quanto sembrava), e già leggermente più vivace mi avvicinai al mio regalo. <<Allora>> esclamai forte e chiaro, perché tutti mi sentissero. <<Vediamo i miei regali da maggiorenne!>> Qualcuno mi bussò sulla spalla da dietro. Mi voltai. Cloud. Il mio cuore perse un battito. <<Vedrai, ti piacerà. È da parte mia…>> Oh, baby. <<…di Andy, di Maddie, di Claire e dei tuoi.>> Claire, la mia compagna di banco e di tante giornate al mare. Dato che era un’altra del gruppo degli ubriachi, (stava danzando una specie di valzer con mio cugino di quattro anni: sperai che almeno lui non avesse bevuto nulla) l’avrei ringraziata la mattina dopo. Anzi il pomeriggio dopo, quando le fosse passato il mal di testa da sbronza. Cloud mi porse allegramente un altro bicchiere di birra (ma da dove sbucavano a tale velocità), che io mi bevvi in un sol colpo: una volta preso il ritmo era facile, molto facile continuare. Glu glu glu, perciò prima di aprire il regalo ne presi un terzo e un quarto, mentre i presenti inneggiavano <<Sbronza, sbronza, sbronza…>> Ormai abbastanza brilla, mi diressi a passo malfermo verso il pacco. <<Ragazzi!>> sbottai come se lo vedessi per la prima volta in tutta la serata <<Cos’è questa scatola grande grande grande?>> <<E aprilo, scimunita!>> urlò qualcuno. Troppo su di giri per prendermela, cominciai a stracciare la carta. Nel mezzo dell’operazione ebbi cura di bermi il bicchiere numero cinque. <<Uuuuuuh, ragazzi! Grazieeeeee!>> esclamai. L’aumento a dismisura delle vocali era dovuto alla birra, suppongo. Sollevai una chitarra elettrica nera con una stella strana disegnata in bianco. <<Proprio quello che ti serviva>> rise Cloud. <<Scusami ancora per la tua vecchia chitarra. Mi sono fatto perdonare, no?>> Poiché ero praticamente ubriaca, mi sforzai di dire cose più o meno razionali. Il mio primo impulso era rispondere: “Baciami e vedrò cosa posso fare per te”. Preparai alla meglio una frase che suonasse un po’ più educata. <<Uh, ah, sì come no, certo…eh…>> Maledizione. Avevo sollevato la mano verso il suo volto. Non me n’ero nemmeno accorta! Pensavo di reggere di più all’alcol. Abbassai la mano e gli spazzolai la spalla. <<Era sporco>> dissi e arrossi furiosamente. Qualcuno alla mia destra cominciò a ridere istericamente. Mi voltai: Maddie. Chi altro se no? Si rotolava letteralmente per terra ululando dalle risate. <<Uh…uh…uh…era sporco!>> urlava a pieni polmoni, come se fosse la cosa più divertente che avesse mai sentito. A me, dal panico, la sbronza era passata di botto, come il vento soffia via le nuvole dal sole. <<Invece sì, era sporco…>> ringhiai. <<Oh, lascia perdere quell’alcolizzata di mia sorella.>> disse lui allegramente e mi spinse via <<Devi aprire gli altri regali!>> Il contatto delle sue mani sulle mie spalle mi provocò un brivido. Per di più avevo le spalle scoperte: Maddie mi aveva convinto a indossare l’unica maglia scollata che avevo. Mi domandai se lui avesse capito tutto e lo facesse apposta. Mi condusse di nuovo verso la tavolata. Oramai tutti i presenti erano sparsi in giro, non raccolti intorno alla torta come quando ero entrata. I miei compagni del corso di musica mi regalarono un disco, che non mi dispiaceva affatto perché lo avevo cercato per settimane nel negozio di dischi dello zio senza trovarlo. I ragazzi della scuola invece una felpa e una borsa. Una mezz’ora dopo, la festa si era più o meno calmata. Tutti ci eravamo trasferiti in un salottino comunicante con la sala. C’erano divanetti blu e neri, cuscini bianchi negli angoli e lava lamp colorate a illuminare, ma per il resto era molto buio. Tutta la gente si era riunita a gruppetti sui divani o sui cuscini a chiacchierare. Io ero con Andy, Maddie, Cloud e Claire, a cui stavo tenendo una borsa di ghiaccio sulla fronte per farle passare almeno un po’ la sbronza. <<Stavolta bisogna riconoscere il merito a Madda…>> cominciò Andy alzando un bicchiere (di Pepsi, però) per brindare <<È stato proprio un bel capolavoro di festa.>> <<Sì, sì!>> esclamammo noi, mentre Maddie, tutta lusingata, faceva dei gesti come per dire “ma no, non è stato niente”…poi disse <<E va bene, brindiamo à moi>> con il tono di una star che acconsente con i suoi fan scatenati ad un bis. <<Cin cin!>> esclamammo tutti. Persino Claire si era più o meno calmata, abbastanza da sollevare la sua acqua naturale e biascicare anche lei un <<Scinn scinn>> Comments (19)
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