| ġũı†αя's profileOn WritingBlogListsGuestbook | Help |
|
|
October 26 QuattordicesimoCiao ragazziiiiiii >.< Vi sono mancata eh?! U_U (bisbiglio: "sì certo, come no")...
Per cominciare ecco a voi un disegno fatto dalla bravissima Ludo, alias RockRose, che ha disegnato Alex senza leggere NULLA, dunque l'ha fatta secondo il suo stile estremamente dark...o punk? Insomma uno stile che finisce per k ^^'' - - > disegno Sappiate che Alex NON me la immagino così, ma come nella fototessera, però è un disegno talmente bello che mi sembrava giusto postarlo =P
Certo che è una settimana che non posto più O.O Mi ricorda i tempi dell'estate in cui mettevo un capitolo al mese xD Vabbè ero sempre in giro around the world.
Lettori: <<Aliiiiiii, fuori dalle scatole, siamo qui per leggere di Alex!>>
Mi sembra ragionevole.
<<Quello che non capisco>> dissi a Louis più tardi, in strada. <<E’ perché alla mia festa di compleanno non mi hanno detto niente>> Non eravamo entrati in classe: lui aveva deciso che io avevo bisogno di una mattinata di riposo e avevo accettato. Ce n’eravamo tornati per la strada ed eravamo andati a sederci sul muricciolo che correva tutto intorno al perimetro di una piazza lì vicino. In altre parole avevamo deciso di marinare. <<Probabilmente ti volevano ancora abbastanza bene da non volerti rovinare i diciotto anni. Poi però domenica non hai chiamato per ringraziare dei regali né niente, e per di più alla festa sei stata quasi sempre con loro tre. E’ stata un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso.>> <<…falsi>> dissi con amarezza. Sì, come no. Ero io ad avere torto, e lo sapevo. <<Lou, parli come se adesso mi odiassero.>> <<Diciamo che un po’ ti disprezzano.>> <<Solo un po’?>> chiesi, distogliendo lo sguardo. Non avevo intenzione di piangere. Louis, per l’ennesima volta, mi comprese al volo (la cosa cominciava ad infastidirmi, però ammettiamolo, era estremamente funzionale). <<Sai cosa facciamo? Andiamo a trovare Maddie.>> Mad: lei avrebbe saputo cosa fare, ne ero certa ora che ci pensavo. <<Ma in casa ci sarà anche Cloud>> precisai. <<E allora?>> <<E allora adesso non lo voglio vedere. Potrei arrabbiarmi con lui.>> Guardai il mio amico. Lui si era occupato di me quella mattina e ne avevo abbastanza di fare la donzella bisognosa di aiuto. Non mi si addiceva, volevo fare il cavaliere. Tentai uno scambio di ruoli. <<Tu piuttosto, racconta un po’. Hai telefonato a Maddie?>> <<Non è importante.>> <<Che ti è preso stamattina? Mi sembri un gentleman.>> <<Beh, mi ha telefonato ieri pomeriggio e mi ha chiesto di uscire mercoledì sera.>> <<…e tu?>> <<E io le ho risposto di sì. Lei è stata zitta per un po’…poi mi ha detto che le piacevo e subito mi ha riattaccato il telefono in faccia.>> Feci un sorriso storto. Per quanto conoscevo Maddie, era proprio tipico. <<Sono felice per te, Lou.>> Una punta di amarezza c’era nella mia voce, ma lui non diede segno di essersene accorto. <<Anch’io sono felice per me!>> esclamò. Ci mancava solamente la coppia Louis – Maddie, oltre a Nicki – Andy. Bah, tutto questo amore in giro mi deprimeva. <<Allora andiamo da Andy>> proposi, scendendo di slancio dal muricciolo. Ero sicura che Andy, anche se non sapeva nulla, sarebbe riuscito a farmi scordare i guai con la sua ironia particolare. <<Da Andy?>> <<Preferivi andare da Mad, eh?>>Risi per la prima volta in quella mattinata orrenda ma, come si dice, rido per non piangere. <<Dai, Andy ti piacerà. È simpatico.>> <<Bah.>> Solo dieci minuti dopo bussavo alla porta di Andy. Lui ci venne ad aprire con ancora il pigiama. Effettivamente per uno che non andava a scuola era prestino: specialmente per uno pigro come lui. Erano solo le nove. <<Ragazzina, non dovresti essere a scuola?>> disse, e si stropicciò teatralmente gli occhi. Non gli diedi peso. <<Andy, ti presento Louis. Louis, Andy.>> Lou era un po’ più alto del mio amico biondo e mingherlino, così si permise un sorrisetto. Andy lo ignorò beatamente. <<E mi svegli a quest’ora per presentarmi lui?>> <<Oggi ci siamo presi un po’ di ferie, quindi chiedo asilo a nome di entrambi.>> entrai, tirandomi dietro Lou, nella cucina – sala da pranzo eccetera eccetera e ci accomodammo sul divanetto. <<Oh, dico, fate come se foste a casa vostra.>> disse il padrone di casa. <<Già fatto.>> replicò Louis strafottente. <<Alex, non mi piace il tuo amico.>> Ci guardammo tutti e tre per qualche secondo, dopo scoppiammo a ridere. Stavolta la mia era una risata sincera. Stranamente, con Andy tutto mi sembrava sotto una luce migliore. Mentre ancora ridevamo suonò il campanello. <<Oh, ma che è, tutti stamattina?>> fu il commento in finto romanesco del mio “angelo custode”. Quante volte mi aveva salvato dalle figuracce? Certo, in alcuni casi non ce l’aveva fatta. Però io in alcuni casi sono irrecuperabile. Quella che entrò, con il solito fracasso, fu Maddie. Ma certo. Se Louis non va a Maddie, Maddie va a Louis. Non aveva ancora finito di salutare che avvistò il mio amico. L’espressione che fece fu a dir poco impagabile. Un sorrisetto scemo le allungò le labbra e diventò rossa come un’aragosta. Se io avevo quella faccia ogni volta che guardavo Cloud, c’era da andare a nascondersi. Notai che Lou aveva l’identica espressione demenziale. Io ed Andy ci scambiammo un’occhiata complice. <<Lou, non dovevi andare a comprare…uh…le sigarette?>> dissi io con espressione da tonta. Lui mi fissò con aria assente. <<Non fumo.>> <<Tu vacci, che Mad ti accompagna.>> intervenne Andy, ricorrendo a termini più espliciti. <<Ma certo, ti…accompagno io!>> disse Maddie raggiante. Lui finalmente capì che era un modo per farli stare da soli, balzò in piedi e uscirono insieme, uno più farfugliante dell’altro. Andy si lasciò cadere accanto a me sul divano, nel posto prima occupato da Louis. <<Maddie mi telefona ad ogni orario per parlarmi di quel tal…come si chiama?>> <<Louis.>> <<Louis. Quanto è dolce, quanto è figo…chiamatemi un dottore.>> Lou dolce mi giungeva nuova. Come dire cane a cinque zampe. <<Dì, non sarai mica geloso?>> lo stuzzicai. <<Tu sei pazza. Mad è una mia buona amica.>> Le parole “buona amica” mi fecero tornare alla mente ciò che era successo quella mattina. Mi affrettai a rispondere. <<Ma certo…lo so.>> Evidentemente un’ombra passò sul mio volto perché Andy subito mi chiese: <<Uhm…Alex…qualcosa non va?>> Eccone un altro. O ero io a scegliermi degli amici sensitivi o avevo qualche problema a nascondere quello che pensavo. Non ci fu bisogno di molto tempo prima di raccontargli tutto. Compresa la mia cottarella per Cloud. Così ci rimasi un po’ quando scoprii che lo sapeva già. <<Credi seriamente che io sia nato ieri? Si capisce un miglio lontano che ci stai male per lui…>> Arrossii violentemente, come se qualcuno mi avesse poggiato una piastra sulla guancia. Era da quando avevo tredici anni che non arrossivo così, pensavo di essere riuscita a smettere. Peggio del fumo, ci ricadevo sempre. <<Anche lui se n’è accorto?>> <<Chi? Cloud?>> Andy quando faceva così mi faceva venire i vermi. Faceva finta di non capire, il signorino. Un sorrisetto gli rendeva la faccia proprio da schiaffi. <<Cloud.>> dissi mantenendo la calma. <<Pensavo altra gente.>> rispose ridacchiando e tacque. Io feci per mettergli le mani alla gola, e lui subito alzò le mani in segno di tregua. Io chiamai a raccolta tutti i santi che ricordavo e pregai rispondesse di no. <<Secondo me lo sa.>> <<Oh.>> i santi dovevano essere troppo occupati a organizzare la pace nel mondo, la vita dopo la morte e altre sciocchezze simili per ricordarsi di me. <<E…cosa ne dice?>> Andy si strinse nelle spalle: <<Non dice. Perlomeno con me non ne parla mai, e per quanto ne so neanche con Maddie.>> Questo cosa mi significava? Non l’avevo previsto affatto. <<Io al posto tuo non mi preoccuperei di Cloud.>> continuò lui, premendomi un dito sul naso. <<Piuttosto di quei tuoi cosiddetti amici.>> <<Uffa, quante rogne>> borbottai <<Beh, stamattina non siamo andati a scuola e va bene così, ma per un’altra settimana li dovrò sopportare tutta la mattinata.>> chiusi gli occhi <<Per non parlare di quando andremo a suonare alla festa.>> <<E Louis?>> <<E’ in un’altra sezione.>> dissi alzando le spalle. Maledetta sfiga. Ma perché in quell’ultima settimana tutto mi andava storto? Ero riuscita a evitare problemi per tutto l’anno scolastico! Senza quasi che mi accorgessi di cominciare, cominciai a fare una cosa che odiavo, specialmente in pubblico. Mi misi a piangere. Inizialmente scorsero solo lacrime silenziose, poi arrivarono anche i maledetti singhiozzi, quelli che anche dopo che avevi finito restavano un po’, mentre parlavi. <<Cosa sono questi piagnistei?>> Andy mi scostò le mani dal volto, dove le avevo messe per nascondere il pianto. <<Domani è un altro giorno.>> disse, impostando la voce su un tono da vecchio attore. <<Ma va’ col vento.>> bofonchiai. Lui rise e mi strinse forte. Caro vecchio Andy.
Ridendo, scherzando (e un po’ piagnucolando) a casa di Andy si era fatta l’una del pomeriggio, ora di tornare a casetta. Louis non si era visto (evvai! Avevamo un’altra coppia!) così me ne tornai a casa da sola. Avrei dovuto giustificare l’assenza il giorno dopo, ma quello per fortuna era l’ultimo dei miei pensieri – e poi ero maggiorenne. Ma oramai facevo la firma di mia madre meglio di lei stessa. Mi ero un po’ ripresa dallo shock della mattina, quando quasi feci un capitombolo dalla sorpresa. Il cellulare squillava e fin qui okay: il nome sullo schermo però era di Cloud. Senza nemmeno accorgermene mi ero fermata nel bel mezzo della strada con il cellulare in mano…e la bocca aperta. Mi decisi. <<Pr…pronto?>> <<Carissima!>> Un sorriso scemo mi allungò le labbra. Fu cancellato subito da un clacson furioso che mise a serio rischio i miei timpani – era la seconda volta quel giorno! Mi affrettai a raggiungere il marciapiede. <<Alex…ehm..sei in mezzo alla pista di un campionato automobilistico?>> <<Uh, no, niente. Comunque, dica pure.>> <<Ascolta piccola…>> Oh, Dio. <<Ti dispiace venire da me tra un paio d’orette? Alle tre? Abbiamo da stilare la nostra scaletta per quella tiranna di Nicki.>> Ah, già. Me ne stavo anche dimenticando. Tonta. Però ci sarebbe stata Maddie a casa sua e mi sarei sentita perennemente in imbarazzo. <<Perché invece non ci andiamo a fare una passeggiata nel parco?>> <<Perfetto.>> replicò lui. La giornata prometteva di migliorare, almeno un po’, dopo l’inizio catastrofico.
Vi vedo, sapete. State sperando che per Alex sia stata solo una breve parentesi negativa e che presto tornerà tutto rose e fiori come all'inizio. State per scoprire una parte di me CRUDELE con i personaggi. Yeah ;) - - > il sette in epica mi rende euforica *-* Comments (20)
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://writerguitar.spaces.live.com/blog/cns!20FA06DB8D26AE5B!541.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|